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Corso Geotermia Verona

Pubblicato il 18:18, 03/14,2010

L’associazione Geotermia.Org, in collaborazione con  GREENBUILDING & SOLAREXPO organizza  il corso di formazione professionale 

GEOTERMIA E POMPE DI CALORE
 

Verona mercoledì 5 maggio 2010 ore 9:00 – 18:00

 

Fiera di Verona - Sala Marcello - V.le del Lavoro 8, 37135 Verona

 

Il corso della durata di otto ore si rivolge a ingegneri architetti geologi, geometri, periti, installatori, energy manager, studenti e privati. L’obiettivo della giornata formativa è quello di mettere i professionisti di riferimento nelle condizioni di poter affrontare questa tematica dal punto di vista progettuale, elaborare indicazioni economiche e definire le problematiche di installazione di questo tipo di impianti. È previsto che ogni partecipante riceva il testo “Geotermia e Pompe di Calore – Basta Minchio 2007” oltre a materiale didattico integrativo.

 Argomenti:Introduzione agli impianti geotermici
Pompe di calore
Sottosuolo e perforazioniSonde geotermiche verticaliMetodi di dimensionamento semplificatiMetodi di dimensionamento analiticiGround Response Test Scambiatori alternativiSonde geotermiche orizzontaliMetodi di dimensionamentoSistemi a circuito apertoAcque di falda e di superficieNormativa di riferimento 

Relatori

PhD Ing Fabio Minchio; Dr Rimsky Valvassori; Dr Savino Basta 

Informazioni ed iscrizioni

Numero verde 800 984 326 Sig.ra Ferroni (Lun – Ven 9.00 – 12.00 ;  15.00 – 18.00);    mail   segreteria@geotermia.org

Scheda di iscrizione


Gli USA triplicano il geotermico

Pubblicato il 07:28, 02/01,2010

L’industria geotermica negli Stati Uniti triplicherà nei prossimi anni, arrivando a una capacità installata di 10.000 MW, fornendo così elettricità a 10 milioni di persone in 14 Stati. Lo afferma il rapporto «Us Geothermal Power Production & Development Update» della Geothermal Energy Association (Gea), secondo cui anche dopo questo traguardo il potenziale per la crescita del settore sarà enorme. Attualmente la geotermia è la principale fonte di energia rinnovabile in California, ed è presente in altri 7 Stati per un totale di 3.153 MW. I progetti in corso di sviluppo coinvolgono altri 5 Stati per un totale di 6.443 MW. «L’energia geotermica vivrà nei prossimi anni una crescita senza precedenti. Se finora l’espansione è stata favorita dagli incentivi, ora osserviamo che con lo sviluppo delle nuove tecnologie geotermiche i progetti sono di per sè economicamente convenienti», ha commentato Karl Gawell, direttore esecutivo della Gea. Nel 2009 il numero di progetti avviati è cresciuto del 46%, con un aumento del 33% dell’occupazione, grazie soprattutto agli stanziamenti e alle agevolazioni dell’American Recovery & Reinvestment Act (le nuove norme per il rilancio dell’economia varate dal presidente Obama). Il rapporto della Gea individua 132 progetti geotermici per i quali il governo ha stanziato 342 milioni di dollari. Lo Stato con più progetti, per un totale di 70 milioni di dollari, è il Nevada. Le tecnologie emergenti cui viene dedicata più attenzione sono i «sistemi geotermici avanzati» (Egs) di terza generazione e le coproduzioni «geotermico/idrocarburi», per lo sfruttamento energetico dei fluidi caldi presenti nei giacimenti di petrolio e di gas. Il Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston ha stimato che solo dai sistemi Egs si può ipotizzare una produzione di energia negli Usaper centinaia di migliaia di Mw.

TAG: IMPIANTI GEOTERMIA

Geotermica Saval Srl - Impianti geotermici di climatizzazione


Green Building anche in Cina

Pubblicato il 18:43, 07/21,2009

Edifici energy zero anche in Cina

Il Brooklyn Botanic Garden, a Brooklyn, vicino Prospect Park, si trasforma in un nuovo Centro Visitatori. Oltre a comprendere più di 11.000 specie diverse di piante da tutto il mondo, è un'istituzione profondamente impegnata nella didattica, nel sostegno alla comunità e nella ricerca scientifica.
Nei giorni scorsi a New York è stato reso noto il progetto del nuovo Centro Visitatori. Nella ricorrenza del suo centenario, nel 2010, il Giardino festeggerà i risultati conseguiti in passato e la creazione di nuovi modi per coinvolgere e ispirare le generazioni future. La nuova struttura dovrà essere ultimata in questa estate 2009 e aperta nel 2011. Intanto, ha già ricevuto il prestigioso Award for Excellence in Design dalla Commissione Design Pubblico della Città di New York.
Il nuovo Centro Visitatori trasformerà l'ingresso sotterraneo adiacente al parcheggio nord al 900 di Washington Avenue. I visitatori attraversano una piazza accogliente, adorna di suggestivi impianti arborei, per immettersi in un edificio ecologicamente avanzato, a nord della Cherry Esplanade. All'interno, i visitatori saranno attratti da una serie di viste panoramiche, che deliziano la vista in ogni stagione.
La struttura ospiterà un nuovo giardino negozio, uno spazio per l'orientamento e le classi tour, uno sportello informativo, uno spazio per eventi, un punto di ristoro, servizi igienici e ampie aree di riposo. I visitatori impareranno che cosa è in fiore, come si legge l'etichetta di un impianto, come registrarsi ad corso, e quando si svolgeranno i prossimi eventi.
Oltre a fornire tali servizi, l'edificio sarà la prima struttura-giardino verde, certificata dal Green Building Rating Council degli Stati Uniti attraverso il Sistema LEED (Leadership in Energy and Environmental Design)". Sistemi di certificazione riconosciuti negli Stati Uniti per la realizzazione e l'eccellenza nel design sostenibile. La proposta di costruzione è del New York City studio di architettura di Weiss / Manfredi, noto per la sua sensibile integrazione di architettura, arte, infrastrutture, paesaggio e design.
Il nuovo centro visitatori fornirà all'esterno un riferimento visivo forte, per marcare l'inizio del percorso attraverso i 21 ettari del Giardino. Rappresenterà, in altri termini, "un'interfaccia tra il giardino e la città, tra cultura e coltivazione", realizzando una "estensione del paesaggio, senza soluzione di continuità".
Nella costruzione del centro, che diventerà la "prima struttura 'verde' del Giardino, certificata, saranno utilizzati materiali riciclati, riscaldamento geotermico e biofiltri "(...riempiti con piante acquatiche) in grado di migliorare la gestione delle acque piovane e alleviare il carico sul sistema fognario municipale.

Fonte: Rinnovabili.it






Certificazione energetica, cosa fare dal primo luglio

Pubblicato il 05:40, 07/02,2009

Fonte  Casa e Clima
Il 1° luglio 2009 entra in vigore l’obbligo di redigere l’attestato di certificazione energetica per le singole unità immobiliari, anche sotto i 1000 mq, vendute o affittate (sia esistenti che di nuova costruzione). La disciplina energetica degli edifici è contenuta nel d.lgs. 19 agosto 2005, n. 192 (che ha attuato la direttiva 2002/91/CE). I commi 3 e 4 dell’art. 6 e dei commi 8 e 9 dell’art. 15 del d.lgs. 192/2005 prevedevano l’obbligo di allegazione dell’AQE, Attestato di Qualificazione Energetica, o dell'ACE, Attestato di Certificazione Energetica agli atti di trasferimento a titolo oneroso (e la messa a disposizione nel caso di locazione) e le rispettive sanzioni di nullità.
Tale normativa è stata successivamente modificata dal d.lgs. 29 dicembre 2006, n. 311 e da ultimo dal d.l. 112/2008 convertito in legge 6 agosto 2008 n. 133 che con l'art. 35 comma 2 bis a firma Calderoli, che sanciva l'abrogazione con effetto immediato dell'allegazione nell'atto di trasferimento a titolo oneroso abrogando i sopra citati commi 3 e 4 dell’art. 6 e dei commi 8 e 9 dell’art. 15 del d.lgs. 192/2005. Ma la legge 133, nata per semplificare la questione, invece l'ha ingarbugliata. Salta sì, a livello nazionale, l'obbligo di allegazione, ma è rimasto quello di dotare l'edificio del certificato.
La mancata garanzia della consegna all'acquirente o locatario dell'attestato di certificazione ha fatto scattare da parte della Commissione la richiesta di chiarimenti e la messa in mora supplementare (per fatti aggiunti) dell'Italia, che ora dovrà fornire risposta alle osservazioni della Commissione entro il prossimo 25 luglio, a meno che chieda, con specifica motivazione, una proroga. Entro il 4 gennaio 2009 l'Italia avrebbe dovuto conformarsi integralmente a quanto stabilito dal citato art. 7, secondo il quale “gli Stati membri provvedono a che, in fase di costruzione, compravendita o locazione di un edificio, l'attestato di certificazione sia messo a disposizione del proprietario o che questi lo metta a disposizione del futuro acquirente o locatario, a seconda dei casi”.
ACE o AQE?Quanto la faccenda sia complessa è presto detto. Ancora non si può parlare di Attestato di certificazione energetica perché tutt'ora mancano le Linee Guida nazionali alla certificazione. Non sono infatti contenute nel recente decreto presidenziale n. 59 recante Regolamento di attuazione dell'articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia, in GU n. 132 del 10-6-2009, in vigore dal 25 giugno si pronuncia sull'adozione della metodologia di calcolo basata sulle Uni TS 11300, già definita dal Cdm del 31 maggio 2008, dl 115/08
Quindi, fino all’entrata in vigore delle Linee Guida nazionali, per le regioni che non hanno legiferato in materia* (Veneto, Abruzzo, Calabria, Lazio, Molise, Sardegna e Sicilia), l’attestato di certificazione energetica è sostituito dall’attestato di qualificazione energetica, redatto dal direttore dei lavori e presentato al Comune di competenza contestualmente alla dichiarazione di fine lavori.
Cosa accade dal 1° luglio 2009?
Per mettere chiarezza in un ambito tanto controverso è recentemente intervenuto uno studio Studio n. 334-2009/C del Consiglio Superiore del Notariato che suggerisce le linee di comportamento dei notai in relazione dell'allegazione dell'ACE o AQE al rogito.
A partire dal 1° luglio 2009 tutti gli immobili devono essere dotati dell’attestato di certificazione energetica, così come previsto all’art. 6 del decreto. Fino alla data di entrata in vigore delle Linee guida nazionali l’attestato ACE è sostituito a tutti gli effetti dall’Attestato di Qualificazione Energetica (AQE). L’obbligo di dotazione riferito agli immobili di nuova costruzione, o che abbiano subito interventi di ristrutturazione c.d. importante, grava in capo al costruttore, per tutti gli altri edifici l’obbligo di dotazione è previsto in capo al venditore.
Restano confermate le eccezioni di cui all’art. 3 comma 3, per il quale si intendono esclusi dalla disciplina del decreto le seguenti tipologie immobiliari: gli immobili ricadente nel codice dei beni culturali e del paesaggio; i fabbricati industriali, artigianali e agricoli non residenziali quando gli ambienti sono riscaldati per esigenze del processo produttivo o utilizzando reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili; i fabbricati isolati con una superficie utile totale inferiore a 50 metri quadrati.
Dal 1° luglio 2009 non è più possibile distinguere tra “vecchi” e “nuovi” immobili essendosi reso indistinguibile per tutti gli edifici l’obbligo di dotazione. Resta alle parti la possibilità di disciplinare convenzionalmente, come appresso specificato, le modalità di assolvimento dell’obbligo di dotazione del documento AQE nonché della sua consegna.
Secondo i Notai, l'obbligo di dotare il fabbricato dell'attestato di qualificazione energetica, pur essendo previsto dalla legge in capo al venditore ovvero al costruttore, può essere assunto dall'acquirente in forza di una specifica pattuizione, alla quale le parti, adeguatamente informate e valutati i propri interessi concreti, potranno addivenire nel rogito notarile. Ne consegue che l'immobile può essere dotato dell AQE anche dopo il rogito.
Da queste indicazione emerge il dovere del Notaio di informare adeguatamente le parti sulla normativa relativa al risparmio energetico degli edifici e sull'obbligo di attribuire ad ogni fabbricato una classe energetica. Quanto al diverso obbligo di consegna, il notaio informerà le parti che nessuna prescrizione in tal senso, da adempiere in sede di trasferimento, è posto dal decreto in capo alle stesse.
Con riferimento ai “vecchi” edifici, potendo semmai l’alienante essere obbligato alla consegna dei documenti relativi all’“uso” della cosa, detto obbligo, è ritenuto pacificamente derogabile per volontà espressa delle parti. Si rammenta, in particolare, che per gli edifici realizzati o ristrutturati in forza di permesso di costruire o DIA, rispettivamente richiesto e presentata in un periodo compreso tra l’8 ottobre 2005 ed il 31 dicembre 2008, la certificazione energetica condiziona l’efficacia della dichiarazione di fine lavori (art. 8 co. 2 del decreto); inoltre, in base all’art. 2 co. 282 l. 244/2007 (legge finanziaria per l’anno 2008) la certificazione energetica è elemento che subordina il rilascio del certificato di agibilità.Sanzioni
Va ricordato infine che l’unica sanzione specifica attinente al mancato assolvimento dell’obbligo di dotazione è quella di cui all’art. 15 co. 7 del decreto, per la quale il costruttore che non consegni al proprietario contestualmente all’immobile (secondo le tipologie di cui all’art. 6 co. 1) l’originale della certificazione energetica è punito con la sanzione pecuniaria amministrativa non inferiore a 5000 euro e non superiore a 30000 euro. E quindi ammettendo indirettamente che potendo la consegna dell’immobile precedere o seguire il rogito di compravendita, la consegna dell’AQE potrebbe non coincidere con il momento della stipulazione.
Il dispositivo della regione Lombardia
Ancora una volta la regione Lombardia ha fatto un passo in avanti, e in base a quanto anticipato dal Notaio Chiodi, - intervenuto al convegno Next Energy, tenutosi al politecnico di Milano ed organizzato da MCE Expocomfot -, che ha partecipato alla redazione della DGR, sarà di prossima pubblicazione una legge regionale che definirà le sanzioni cui incorreranno i venditori che non ottempereranno all'obbligo di allegazione. Non solo, anche i notai, qualora ricevessero un atto che per qualche fattispecie fosse sprovvisto del certificato, sarebbero tenuti a trasmettere telematicamente al Cestec l'atto di trasferimento entro 15 gg.
Cosa accade in sede di rogito notarile
Fermo restando quanto sopra precisato sull’obbligo di informazione, e sull’eventuale documentazione di essa all'interno dell'atto, in sede di contrattazione al notaio potrebbero presentarsi i seguenti casi che, secondo il Consiglio Superiore del Notariato possono essere così disciplinati:
1)  l’immobile è dotato della certificazione energetica. In tale ipotesi la parte alienante potrebbe:
a)    consegnare l’AQE all’acquirente;
b)    non consegnare l’AQE all’acquirente perché già consegnato prima dell’atto, oppure perché la parte alienante si impegnerà ad eseguire la consegna. In caso di edificio di nuova costruzione il notaio informerà della sanzione amministrativa prevista dall’art. 15 co. 7 del decreto;
2)  l’immobile non è dotato della certificazione energetica. In tale ipotesi (nella quale ricade anche quella in cui le parti dichiarano di non sapere se l’immobile sia dotato dell’AQE) le parti, compiutamente informate dal notaio, saranno da quest’ultimo sollecitate a regolamentare su chi gravi l’obbligo di dotare l’edificio dell’AQE. Tale pattuizione non è di ostacolo alla sanzione amministrativa di cui all’art. 15 co. 7 in capo al costruttore, destinata comunque a perseguire il comportamento di quest’ultimo se si è pattuito di accollare al compratore l’obbligo di dotazione. Rispetto a questa ipotesi si può quindi distinguersi tra:
a)    Trasferimento di un “vecchio” edificio: in tale caso, pur non essendo sanzionata dal decreto la mancata dotazione della certificazione energetica, il notaio avvertirà le parti del mancato rispetto dell’art. 6 comma 1 bis, invitandole a disciplinare come regolare l’obbligo, che potrebbe restare in capo al venditore come per legge (art. 6 co. 1 bis) - prevedendosi eventualmente (con valutazione da compiere caso per caso, in base alla volontà espressa dalle parti) anche le sanzioni di tipo contrattuale a carico del venditore inadempiente - ovvero, spostarsi in capo al compratore.
b)    Trasferimento di edificio nuovo ovvero soggetto a ristrutturazione c.d. importante ex art. 3 co. 2 lett. a) del decreto: anche in questa ipotesi vale quanto detto sopra compresa la possibilità di pattuire liberamente a carico di chi graverà l’obbligo della dotazione della certificazione. In tale ipotesi, inoltre, il notaio rammenterà al costruttore la sanzione a suo carico di cui all’art 15 co. 7 del decreto.
Va segnalata l’importanza di una completa informazione del notaio a favore delle parti in sede di contrattazione di nuovi edifici o integralmente ristrutturati, evidenziandosi come in determinate ipotesi possa apparire rilevante dar conto in atto di quanto pattuito dai contraenti. Ciò per i riflessi che ha la certificazione energetica in relazione al rilascio di altri documenti inerenti l’immobile oggetto del trasferimento.
____________
*Le Regioni che hanno legiferato in materia energetica sono:
1.   Emilia Romagna: Delib. Ass. Legisl. 4 marzo 2008, n. 156, Approvazione atto di indirizzo e coordinamento sui requisiti di rendimento energetico e sulle procedure di certificazione energetica degli edifici (Proposta della Giunta regionale in data 16 novembre 2007, n. 1730). Pubblicata nel B.U. Emilia-Romagna 25 marzo 2008, n. 47. Inoltre, Con Delib.G.R. 28 ottobre 2008, n. 1754 sono state approvate disposizioni per la formazione del Certificatore energetico in edilizia, in attuazione della delibera n. 156.
2.   Friuli-Venezia Giulia: L.R. 23-2-2007 n. 5, Riforma dell'urbanistica e disciplina dell'attività edilizia e del paesaggio. Pubblicata nel B.U. Friuli-Venezia Giulia 28 febbraio 2007, n. 9, in parte modificata dalla L.R. 21 ottobre 2008, n. 12.
3.   Lazio: L.R. 27-5-2008 n. 6, Disposizioni regionali in materia di architettura sostenibile e di bioedilizia. Pubblicata nel B.U. Lazio 7 giugno 2008, n. 21, che prevede all’art. 9 una Certificazione di sostenibilità degli interventi di bioedilizia, che ricomprende anche i dati dell’AQE.
4.   Liguria: L.R. 29 maggio 2007, n. 22, Norme in materia di energia. Pubblicata nel B.U. Liguria 6 giugno 2007, n. 11, parte prima. In vigore dal 21 giugno 2007, parzialmente modificata da l. reg.6 giungo 2008, n. 14, cui si aggiunge anche il Reg. 8 novembre 2007, n. 6 (Pubblicato nel B.U. Liguria 28 novembre 2007, n. 19, parte prima), Regolamento di attuazione dell'articolo 29 della legge regionale 29 maggio 2007, n. 22: (Norme in materia di energia), in vigore dal 13 dicembre 2007. Sulla L.R. 22/2007 è intervenuta la L.R. 24 novembre 2008, n. 42. Il regolamento 6/2007 è stato sostituito dal Regolamento Regionale 22 gennaio 2009 n. 1 (pubblicato nel B.U. Liguria del 4 febbraio 2009 n. 2), di attuazione dell’articolo 29 della legge regionale 29 maggio 2007 n. 22.
5.   Piemonte: L.R. 28 maggio 2007, n. 13, Disposizioni in materia di rendimento energetico nell'edilizia. Pubblicata nel B.U. Piemonte 31 maggio 2007, n. 22.
6.   Puglia: L.R. 10-6-2008 n. 13, Norme per l'abitare sostenibile. Pubblicata nel B.U. Puglia 13 giugno 2008, n. 93, che all’art. 9 prevede una Certificazione di sostenibilità degli edifici. Inoltre, va tenuto in considerazione anche Reg. 27 settembre 2007, n. 24 (Pubblicato nel B.U. Puglia 28 settembre 2007, n. 138), Regolamento per l'attuazione del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, modificato dal decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 311, in materia di esercizio, controllo e manutenzione, ispezione degli impianti termici e di climatizzazione del territorio regionale.
7.   Valle d’Aosta: Legge regionale 18 aprile 2008, n. 21, Disposizioni in materia di rendimento energetico nell'edilizia. (B.U. 8 luglio 2008, n. 28).
8.   Lombardia: Delibera Giunta regionale del 22 dicembre 2008 n. 8745 in tema di efficienza energetica nell’edilizia, approvata dalla Giunta Regionale Lombarda nell'ultima seduta prima della pausa natalizia: in tale delibera vengono aggiornate le “Disposizioni inerenti all'efficienza energetica in edilizia” approvate con la D.G.R. n. 5018/2007, modificata ed integrata dalla D.G.R. n. 5773/2007.
Geotermia a 360 gradi, impianti geotermici chiavi in mano, e sonde geotermiche verticali.  Geotermica Saval Srl


Impianto geotermico in centro a Firenze

Pubblicato il 04:44, 06/24,2009

fonte Moda In

Replay si veste di verde
Una moda che "alza il pollice verde" a favore dell'ambiente, quella di Replay. Il marchio si "ri-genera" con un nuovo e forte impegno a favore dell' ecosostenibilità, coinvolgendo tutti i campi d'azione, dal prodotto al retail. Come nel restyling del nuovo store fiorentino

RE-generation: questo è il nome dell'operazione che Replay ha intrapreso e presentato alla 76° edizione di Pitti Immagine Uomo. Un'innovativa strategia aziendale che si propone come azione volta al rispetto e alla salvaguardia dell'ambiente coinvolgendo tutti gli ambiti aziendali. Dalla realizzazione del prodotto a quella degli store infatti, Replay si propone di investire sulla ricerca e sulle tecniche più innovative nel campo dei sistemi eco-sostenibili. "Replay ha da sempre preso a cuore il problema della salvaguardia ambientale, - ha affermato Gaetano Sallorenzo, amministratore delegato dell'azienda - e questo si configura come un nuovo impegno, ancora maggiore, per cercare di creare un prodotto di qualità, che però rispetti l'ambiente e cerchi, sopratutto a livello di produzione, di limitare il consumo di energia." E' infatti con Just add water, la capsule collection presentata in occasione della manifestazione fiorentina, che Replay presenta una selezione di prodotti, in commercio dal prossimo settembre, per la realizzazione dei quali sono state applicate nuove tecniche volte al minor dispendio idrico possibile per il trattamento della linea denim. La nuova filosofia aziendale prende così il via anche sul piano del design con l'inaugurazione del nuovo Replay store a Firenze, il nuovo spazio inaugurato oggi in Via de' Pecori e commissionato da Replay agli architetti Roberto Baccioni, Simona Bianchi e al designer Nicola Pecchioli di Studio10: 250 mq situati in pieno centro fiorentino, completamente rinnovati all'insegna dell'eco-compatibilità. Il nuovo spazio di vendita vuole così distanziarsi dal ruolo di semplice contenitore, acquistando un'immagine innovativa, che utilizza logiche volte al totale risparmio energetico, sia sul piano quantitativo che su quello estetico: l'utilizzo dei led per l'illuminazione, l'areazione gestita da un sistema di ventilatori sparsi in tutto il negozio e il pavimento a pannelli radianti alimentati da un impianto geotermico, questi gli innovativi sistemi che fanno del nuovo spazio un reale luogo di salvaguardia ambientale applicata al mondo della moda. Questo "tuffo nel verde" firmato Replay ha coinvolto inoltre anche altri campi, attraverso i quali l'azienda promuove il proprio rinnovamento positivo puntando sui rapporti tra arte, materia e impatto sui sensi. "Pastis 26 RE-GENERATION", questo è il nome del progetto prodotto da Replay e supportato da Pitti Immagine: nello stand fiorentino del brand infatti, viene proiettato un video, realizzato dai due artisti italiani Marco e Saverio Lanza, che indaga il tema del "Pitti People", filo conduttore di questa 76° edizione della manifestazione fiorentina. Discorsi sul tema della rigenerazione vengono così proiettati al pubblico, che può ascoltare le voci e i pareri di volti noti e meno noti appartenenti al mondo della moda, della cultura e dello spettacolo. Questa non è però l'unica iniziativa che Replay ha avviato con il progetto di Pitti People: Il grande wall fotografico posto nel piazzale centrale della Fortezza da Basso ha infatti ospitato non solo gli scatti dei bloggers invitati per immortalare i tanti buyers e visitatori, ma anche una sezione speciale dedicata ai concetti del "re-play", e quindi del "ri-fare", del "ri-elaborare" sponsorizzata da Replay e raffigurante le stesse immagini del video prodotto dal giovane duo italiano per il noto brand di denim e abbigliamento casual. Un 2009 sicuramente ricco di iniziative per Replay, che ha coinvolto i giovani e l'ecostenibilità non solo in occasione di Pitti Immagine Uomo, ma anche sul piano del retail internazionale: sono nuovi artisti a creare installazioni temporanee all'interno dei principali flagship stores internazionali firmati Replay, che anche per quanto riguarda i punti vendita porta avanti la politica del ri-utilizzo e del riciclo, veri punti chiave della propria strategia. Un trend diffuso di stagione, quello dell' eco-fashion, che riveste però qui un ruolo di primo piano per il futuro di un'azienda che ha intrapreso questo impegno con energia ed ottimismo, nonostante il periodo di crisi attuale. "Pur avendo concluso il 2008 con una flessione del circa 6%, per il 2009 l'obiettivo è quello di confermare il nostro fatturato, puntando sopratutto sulle scarpe e gli accessori, settori al momento molto dinamici e sui quali prevediamo una crescita per la nostra azienda.", ha affermato Sallorenzo, amministratore delegato di un'azienda che genera il 20% del fatturato in Italia, e il restante 80% sulle piazze estero. "Replay è stata fin dall'inizio un'azienda molto forte sopratutto nei mercati esteri. L'Europa del Nord, con paesi come l' Olanda, la Germania e la Svezia, rimane il nostro principale punto di riferimento, registrando i più alti indici di fatturato".


La certificazione energetica

Pubblicato il 17:20, 06/21,2009

La certificazione energetica edifici è un adempimento obbligatorio previsto dalla L. 10/91 rivista ed integrata dal d.lgs. 192/2005 e successivamente ripreso dal d.lgs. 311/06.
La certificazione energetica negli edifici o negli immobili è un obbligo e consiste sostanzialmente in una certificazione (o dichiarazione), rilasciata da personale qualificato, in grado di attestare il consumo degli edifici esistenti. Attenzione non si tratta di un documento privo di contenuti o signifcato sostanzialeIl professionista che firma si assume la responsabilità di ciò che dichiara per dieci anni.
Il consumo degli edifici dipende chiaramente da molti fattori quali a titolo esemplificativo e non certo esaustivo: tipo di muratura, grado di illuminazione, ore di esposizione al sole, ampiezza delle finestre, esistenza di isolamento termico nonchè dalla tipologia di impianti in esso contenuti.Produrre una certificazione energetica edifici significa quindi fare una dichiarazione che prenda in condiderazione tutti questi fattori e creare un documento complesso denominato attestato di certificazione energetica.
Tutta questa procedura relativa alla certificazione energetica edifici era davvero necessaria?
La risposta è sì anche se per ora solo alcune regioni, tra cui la Lombardia, l'Emilia Romagna e la Liguria hanno dato il via a questa pratica. La certificazione energetica è stata pensata per ridurre i consumi energetici a livello globale: così come si sceglieun elettrodomestico (per esempio un condizionatore) che consuma poco, in un futuro non molto lontano si sceglierà un'abitazione non solo per i diversi fattori che oggi la caratterizzano (posizione, qualità e distanza dei servizi, rumorosità, etc. etc.) ma anche sulla base del suo consumo in KW.
Con questa pratica della certificazione energetica si avranno presto vantaggi per molte categorie:
- nel settore delle costruzioni ci saranno sempre più ristrutturazioni indirizzate al contenimento della spesa energetica;
- per i professionisti si svilupperanno figure specifiche operanti nel settore energetico;
- per i cittatini tutti che avranno in mano uno strumento con il quale poter scegliere l’appartamento anche in base ai consumi e non solo in base alla finiture;
- per la Nazione tutta per la ricaduta in termini di sostenibilità energetica e ambientale dovuti al miglioramento delle prestazioni energetiche del parco edilizio. 
 
Geotermica Saval Srl - impianti geotermici di climatizzazione


Revisione della direttiva sull'efficienza energetica

Pubblicato il 14:12, 06/17,2009

 

Il Parlamento Europeo a Strasburgo, il 23 aprile u.s. ha approvato la revisione della Direttiva sulla efficienza energetica, stabilendo che a partire dal 2019 tutti gli edifici dovranno essere costruiti secondo il principio del "consumo zero"; precisando che l'energia consumata dagli stessi dovrà essere compensata con quella prodotta attraverso fonti rinnovabili.

Infatti, agli edifici viene imputata la responsabilità del 40% del consumo di energia della Comunità Europea e del 50% di quello di gas, il quale viene in gran parte importato da paesi terzi.

Vengono introdotte, inoltre, disposizioni obbligatorie anche in caso di rinnovo o restauro di edifici esistenti e, entro il 2011, gli Stati membri dovranno presentare piani di azione rivolti a incentivare le migliorie all'efficienza energetica dei manufatti.

Questa revisione modifica un testo preesistente, che però aveva rilevanza solo per edifici con oltre mq 1.000 di superficie abitabile; le norme approvate riguarderanno invece tutte le nuove costruzioni e, dal 2011, anche le ristrutturazioni di una certa rilevanza o quelle che coinvolgano almeno il 25% degli edifici o il 20% del loro valore. Vengono esclusi: gli edifici di culto, quelli agricoli a basso consumo di energia, quelli usati per meno di 18 mesi ed i palazzi storici che altrimenti rischierebbero di venire stravolti nel loro carattere al fine di perseguire l'efficienza energetica.

Standards di efficienza energetica verranno applicate anche alle singole componenti utilizzate nelle ristrutturazioni (serramenti, isolamenti, impianti, ecc.); inoltre, nel caso di interventi importanti, sarà d'obbligo l'installazione di contatori intelligenti per l'energia elettrica.

Gli stati membri dovranno stabilire i requisiti minimi di efficienza energetica, sulla scorta della metodologia comune che, entro la fine di marzo 2010, verrà definità dalla Comissione Europea, la quale successivamente, entro fine giugno 2011, proporrà gli strumenti finanziari più idonei, sia per il settore pubblico che per quello privato, che incentivino e favoriscano il raggiungimento dello scopo.

 

Geotermica Saval Srl - Impianti geotermici di climatizzazione 

 

 

 


Geotermia e Pompe di Calore - guida pratica agli impianti geotermici di climatizzazione

Pubblicato il 01:41, 06/15,2009

manuale geotermia
Questo manuale sulla geotermia a bassa entalpia, primo ad affrontare l'argomento in Italia, si propone di colmare una lacuna esistente nel panorama dell'editoria tecnico-divulgativa italiana, analizzando i più recenti sviluppi del settore e cercando di fornire un quadro quanto più completo possibile relativo ad aspetti non solo tecnici, ma anche amministrativi, gestionali ed ambientali della tecnologia. La guida si apre con una concisa, ma efficace trattazione di impianti di riscaldamento e raffrescamento e sulle problematiche progettuali da affrontare nel dimensionamento degli impianti geotermici anche in relazione alle esigenze di efficienza energetica visti gli ultimi sviluppi normativi che premiano la riduzione dei consumi di energia primaria. Si passa poi a una presentazione delle pompe di calore e degli ultimi sviluppi del settore. I successivi capitoli sono dedicati alle sorgenti di scambio termico, con particolare riferimento al sottosuolo ed ai suoi molteplici utilizzi quale serbatoio termico. Ampio spazio viene dato alle sonde geotermiche verticali, installazione, dimensionamento, collegamento ed ai più moderni ed innovati scambiatori a sottosuolo: micropali, fondazioni fredde, fognature, gallerie ferroviarie, pozzi canadesi, canalizzazioni, etc. Un intero capitolo è dedicato ai sistemi a circuito aperto, per lo sfruttamento di falde, o acque superficiali, fiumi, laghi, mare. Il volume si chiude con una analisi del quadro normativo nazionale e le problematiche dell'attuale quadro autorizzativo. Lo stile chiaro, il linguaggio immediato e la ricchezza dei materiali e schemi di impianto che completano il testo, rendono il manuale un'opera di fondamentale interesse per chiunque desideri scoprire i principi e le potenzialità questa tipologia impiantistica. Chi non dispone di competenze tecniche di base potrà capire i fondamenti e le applicazioni di una tecnologia ormai ampiamente diffusa; i progettisti saranno messi nelle condizioni di elaborare prime orientative valutazioni tecnico economiche; gli amministratori locali chiamati a pronunciarsi in relazione a compatibilità urbanistiche o ambientali potranno avvalersi di un supporto bibliografico di facile ed immediata consultazione.
www.manualegeotermia.it


Approvato il modello dell'Agenzia delle Entrate per i lavori di riqualificazione energetica

Pubblicato il 01:39, 06/15,2009

 


Dopo oltre tre mesi dall'approvazione in Consiglio dei Ministri, è approdato in Gazzetta Ufficiale il Dpr n. 59 del 2 aprile 2009 recante il Regolamento che definisce le metodologie di calcolo e i requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici. Si tratta del Regolamento che attua l'articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del Dlgs 192/2005, concernente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia. Il Dpr 59/2009, che entrerà in vigore il 25 giugno 2009, è uno dei tre decreti attuativi dei Dlgs 192/2005 e 311/2006; manca ancora, quindi, il DPR in attuazione della lettera c) dell'articolo 4 comma 1, del Dlgs. 192/2005 che fisserà i criteri di accreditamento degli esperti e degli organismi a cui affidare la certificazione energetica e il Decreto interministeriale (Sviluppo-Ambiente-Infrastrutture), in attuazione dell'articolo 6, comma 9 e dell'articolo 5, comma 1 del Dlgs. 192/2005. che definirà le procedure applicative della certificazione energetica degli edifici e conterrà le Linee guida nazionali.

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In Piemonte il geotermico è di casa

Pubblicato il 15:56, 04/13,2009

Fonte GV Edilizia

Il complesso "la Ninsola" in via di costruzione in Strada Antica Barbania, a San francesco al Campo, è l'esempio di come sia possibile far convivere con rispetto quasi "antico" manufatti edilizi e natura. Conta cinque ville, quindici appartamenti, quaranta box interrati e beneficia di duemila metri quadri di aree verdi che lo inseriscono armonicamente nello scenario naturale del Parco delle Vaude che giunge a ridosso dei suoi confini. Il tutto è realizzato secondo la tradizionale architettura rurale piemontese.






La sua edificazione nasce da un nuovo concetto costruttivo: qui si è voluto considerare tutti gli elementi come parti integranti di quello che è stato definito il "Sistema Casa". In pratica una catena logica di soluzioni atte a migliorare il più possibile la funzionalità dell’abitazione soprattutto sotto il profilo del risparmio energetico, con un'attenta valutazione del rapporto costo-beneficio per il cliente finale e il massimo rispetto dell’equilibrio ambientale. Tutte queste soluzioni trovano ideale abbinamento nel sistema di riscaldamento geotermico che chiude il capitolo dei vari sistemi a combustione; infatti con la sua relativa immissione di elementi inquinanti nell'atmosfera, apre un ciclo che guarda allo sfruttamento intelligente delle risorse naturali e "pulite". "La Ninsola" ,complesso di nuova realizzazione, sito in San Francesco al Campo in Strada antica di Barbania, al confine con il comune di San Carlo C.se, dista solo tre chilometri dal centro di Ciriè. Il progetto architettonico riprende la tipologia classica delle cascine piemontesi a corte chiusa su tre lati, lasciando lo spazio centrale a verde comune che diviene luogo di socializzazione del complesso.


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Dal piano casa come misura anti-crisi al terremoto in Abruzzo: ripensare l'edilizia in italia

Pubblicato il 13:50, 04/12,2009

Già da mesi il comparto edile, settore che ha avuto in questi anni un ruolo fondamentale per la crescita del Pil italiano, è al centro della riflessione.

Fonte: CNA Jesi

L’edilizia è un comparto che risente fortemente dell’attuale crisi, ma è anche un settore produttivo importante nei numeri (al 31/12/2008 esprime ben 24.512 imprese a livello regionale che fanno segnare alle Marche un + 476, ovvero, un +1,97 rispetto al 2007) – sottolinea Stefano Sargentoni, Responsabile Sindacale della CNA di Jesi e Vallesina – e perché aggancia a traino altri settori. E’ per questo che indichiamo il rilancio del comparto edile come un importante fattore capace di innescare un forte effetto anticiclico dei periodi di crisi, volano della ripresa economica”.

“Se strategicamente individuate le azioni si connota anche come fattore competitivo dei territori, ovvero, valorizzando le infrastrutture della mobilità: rete viaria, ferroviaria, aeroportuale, portuale, logistica e intermodale. Sostiene sì la domanda e dà opportunità di lavoro ma, inoltre, insieme contribuisce a recuperare il gap infrastrutturale italiano e a rafforzare la competitività del sistema complessivo in vista dell’uscita dalla crisi. -sostiene Maurizio Paradisi, Presidente della CNA di Jesi– Noi indichiamo ed auspichiamo piccoli e medi interventi da appaltare a imprese locali e non alle grandi opere con tempi di appalto lunghi che rendono inefficace l’effetto anticiclico ed eludono la capacità di partecipazione delle piccole e medie imprese locali a favore dei colossi delle costruzioni. Ad esempio abbiamo la più negativa considerazione nei confronti delle grandi e fantomatiche opere come il ponte sullo stretto che serve solo per far gestire i 6 e passa miliardi di euro previsti per la realizzazione alla malavita organizzata nella speranza che non si costruisca l’infrastruttura delle tragedie annunciate”.

“Evidente anche l’apporto alle politiche sociali e alla cultura della coesione e dell’equità sociale, -aggiunge Elisabetta Grilli, Collaboratrice Sindacale della CNA di Jesi e Vallesina- poiché parliamo di misure per accrescere la competitività ma anche per migliorare le condizioni di vita dei cittadini, pensiamo ad investimenti in edilizia pubblica e popolare, in edilizia scolastica, alle infrastrutture collettive (ex. sportive, biblioteche, ospedali, acquedotti efficienti e con meno sprechi della risorsa acqua,…) ma anche alle infrastrutture immateriali.” La CNA di Jesi approva il Piano Casa che permette agli italiani di investire nel loro bene primario, ricordando come gli Italiani sono un popolo di risparmiatori che da sempre vedono nel mattone un bene di sicurezza. Si tratta di un’operazione, tesa alla semplificazione, a costo zero per lo Stato che permette di mettere in circolazione i risparmi e le disponibilità di liquidità dei risparmiatori e delle famiglie.

La possibilità di aumenti di cubatura e l’incentivo alla demolizione e ricostruzione di edifici vecchi rappresentano un’opportunità non solo per il rilancio dell’edilizia, ma anche occasione per qualificare quello stock esistente vetusto e di scarsa qualità e sicurezza e con pessime prestazioni energetiche contribuendo al miglioramento della qualità urbana. Interventi che vanno accompagnati dalle giuste tutele: di un tetto per gli ampliamenti e l’esclusione di zone a valenza storica, architettonica, ambientale e paesaggistica oltre la necessità di coordinamento con le progettualità degli enti locali. Le politiche e gli incentivi devono: indirizzare verso i settori definiti “green economy”: bioedilizia, risparmio energetico (coibentazioni, geotermia, solare, ciclo acque, esposizione geografica,…), domotica di supporto alla razionalizzazione nell’utilizzo degli strumenti come il riscaldamento e le luci, l’innovazione di prodotto verso la migliore efficienza energetica come per gli elettrodomestici…che affronta il problema del costo dell’energia (abbinato alla finitezza delle risorse) e dei costi ambientali da energie petrolifere.

Quindi si agli incentivi per la riqualificazione del patrimonio edilizio privato (al 36%) e a sostegno dell’efficienza energetica degli edifici (al 55%). rivedere ove possibile la portata delle applicazioni di sicurezza (antisismicità) e rafforzare le modalità di controllo sull’esecuzione delle opere e dei materiali. Prevedere incentivi per la messa in sicurezza degli edifici. Inoltre, compongono ulteriore completezza al ragionamento: sblocco del Patto di Stabilità per i Comuni “virtuosi” per effettuare lavori finanziati ed immediatamente cantierabili. interventi nel meccanismo della locazione con un’imposta unica sui redditi derivanti dalla locazione con aliquota al 20% insieme all’introduzione di una detrazione d’imposta per locazioni ad uso abitativo. Proposta formulata in modo che spinga alla locazione degli immobili sfitti e all’emersione del nero poiché il locatore avrà la certezza di veder tassato il proprio reddito con aliquota secca al 20%, mentre l’affittuario potrà fruire di una detrazione d’imposta importante. Inoltre non dovrebbe risentirne il gettito fiscale per effetto dell’emersione dei redditi mai dichiarati.

 

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Corso di formazione "Geotermia e Pompe di Calore"

Pubblicato il 03:46, 03/13,2009

Corso di formazione professionale

GEOTERMIA E POMPE DI CALORE

Verona giovedì 7 maggio 2008 ore 9:00 – 18:00

Fiera di Verona - V.le del Lavoro 8, 37135 Verona  - Sala Boccherini

Il corso della durata di otto ore si rivolge a ingegneri architetti geologi, geometri, periti, installatori, energy manager, studenti e privati. L’obiettivo della giornata formativa è quello di mettere i professionisti di riferimento nelle condizioni di poter affrontare questa tematica dal punto di vista progettuale, elaborare indicazioni economiche e definire le problematiche di installazione di questo tipo di impianti. È previsto che ogni partecipante riceva il testo “Geotermia e Pompe di Calore – Basta Minchio 2007” oltre a materiale didattico integrativo.

Argomenti:

Introduzione agli impianti geotermici
Pompe di calore

Sottosuolo e perforazioni

Sonde geotermiche verticali

Metodi di dimensionamento semplificati

Metodi di dimensionamento analitici

Ground Response Test

Scambiatori alternativi

Sonde geotermiche orizzontali

Metodi di dimensionamento

Sistemi a circuito aperto

Acque di falda e di superficie

Normativa di riferimento

Relatori

PhD Ing Fabio Minchio; Dr Rimsky Valvassori; Dr Savino Basta

Informazioni ed iscrizioni

Numero verde 800 984 326;    mail   segreteria@geotermia.org

Scheda di iscrizione

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Geotermia, il problema della salvaguardia delle falde. Le soluzioni di IKEA a Parma. Ma mancano normative condivise.

Pubblicato il 04:01, 03/08,2009

Il caso dello store è stato presentato ampiamente al workshop dal titolo: “Il calore della terra: una risorsa da valorizzare. Il caso IKEA di Parma e le applicazioni più avanzate della geotermia”, organizzato dall’Agenzia Parma Energia il 6 febbraio.

“In Italia urge una normativa che disciplini le applicazioni delle tecnologie legate alla geotermia.”
E’ questo il messaggio più forte emerso dal workshop dal titolo “Il calore della terra: una risorsa da valorizzare. Il caso IKEA di Parma e le applicazioni più avanzate della geotermia”, che si è tenuto il 6 febbraio 2009 a Parma, per iniziativa dell’Agenzia Parma Energia allo scopo di approfondire tecnologie e usi della Geotermia in campo civile ed industriale, in sintonia con gli obiettivi programmatici della Comunità Europea, di cui l’Agenzia stessa è rappresentante nel Territorio di Parma.
La giornata di studio è stata dedicata la mattina al tema della ‘bassa entalpia’ (per la produzione di calore /refrigerio ad uso di climatizzazione degli ambienti) e, nel pomeriggio, si è passati all’analisi delle potenzialità legate alla così definita ‘alta entalpia’ ( che per produrre energia elettrica, sfrutta il calore di masse surriscaldate grazie alla presenza di attività idrotermale o magmatica). Per un quadro completo degli interventi si allega il programma.
L’argomento generale emerso dai confronti è stato appunto che l’Italia, in materia di normative sulla geotermia, è fanalino di coda rispetto all’Europa; in testa, troviamo Germania, Svizzera e Svezia. Il problema più spinoso è l’inquinamento delle falde acquifere che le perforazioni rischiamo di produrre.
Al workshop è stato ampiamente descritto il caso applicativo di IKEA a Parma, un progetto che è stato realizzato grazie anche alla collaborazione dell’Agenzia che ha fatto da tramite con la PA locale. Tra i primi in Italia a credere nella sostenibilità del geotermico, IKEA ha replicato l’esperienza dello store di Corsico (Milano) scegliendo di alimentare anche lo store di Parma con sonde geotermiche. “L’impianto – ha spiegato l’Ing. Sergio Giuseppini, responsabile del progetto per IKEA - è un sistema costituito da 213 geosonde chiuse a sviluppo verticale, con una potenzialità nominale di oltre 1200 kW frigoriferi e di 1200 kW termici che permetterà di risparmiare in un anno ben 2000 barili di petrolio, evitando così l’emissione di un quantitativo di CO2 paragonabile a quello “catturato” da una foresta di oltre 50.000 alberi.”
L’ Ing. Luca Tirillò, capo progetto per Ground Heat Systems International, la società che ha realizzato il sistema, ha spiegato che per evitare l’inquinamento delle falde acquifere hanno utilizzato un’apparecchiatura con tecnologia “a doppia testa di rotazione”. Una parte della macchina, la prima “testa”, appunto, disgrega il terreno, lo frantuma. Un’altra parte della macchina dopo pochi centimetri ricopre il foro ricavato con un mantello cilindrico di metallo. Questa ‘camicia metallica’ sostiene il foro e isola ermeticamente le falde, perché l’argilla che le separa vi aderisce perfettamente. Tutti i detriti finiscono nel mantello metallico e vengono spinti verso l’uscita del foro con aria compressa o acqua.
Dopo aver eliminato i detriti, si sfilano le aste interne di trivellazione in modo che rimanda solo una colonna piena di aria o acqua contenuta dall’armatura metallica.
Si inserisce la sonda geotermica e dal fondo del foro si inietta cemento. L’acqua o l’aria, meno dense del cemento, tendono a galleggiare verso l’uscita del foro che si riempie uniformemente di malta cementizia. L’ultima operazione consiste nello sfilare il rivestimento metallico del foro: per pressione naturale il cemento viene proiettato contro le pareti del foro sigillandolo ermeticamente. Viene così garantita la non comunicabilità delle falde e una buona conduttività del cemento indispensabile per l’efficienza dell’impianto.
Questa procedura tuttavia è stata contestata da Savino Basta, della Geotermica Saval Srl che è intervenuto sul tema “Principi di progettazione di impianti geotermici: metodi, costi, tempi di ritorno” proponendo altre soluzioni, alternative alla ‘macchina a due teste’ e che utilizzano la bentonite invece delle camice di rivestimento.
Di fondo manca appunto una linea guida ufficiale a tutela delle falde acquifere nelle applicazioni della geotermia.
Un gap che fa perdere all’Italia importanti opportunità. “Nonostante a Parma si siano avute diverse richieste per la realizzazione di impianti geotermici – ha infatti ammesso l’Ing. Gabriele Alifraco, Settore Ambiente Provincia di Parma- il buco normativo sulla materia ha ostacolato e tutt’ora ostacola l’applicazione di questa tecnologia”.
“Eppure - ha sottolineato Sergio Chiesa, CNR-IDPA di Milano - la geotermia è una fonte rinnovabile con tecnologia ad alta efficienza energetica. E’ disponibile 24 ore al giorno senza discontinuità e senza alcuna fluttuazione in qualsiasi condizione meteorologica, è reperibile con uniformità in qualsiasi regione del territorio e non necessita di spese di trasferimento e di sostituzione nel tempo in quanto il materiale utilizzato è chimicamente inerte e garantisce il mantenimento delle prestazioni. Nel dibattito sulla scelta delle risorse energetiche in Italia non viene analizzato a fondo il concetto di sostenibilità. Invece gli svizzeri da anni sostengono la geotermia proprio in base al principio di sostenibilità”.
In tema di normative l’Ing. Gabriele Alifraco, riflettendo su quale fosse la più corretta procedura di organizzazione per colmare la lacuna ha analizzato le normative della Regione Emilia Romagna, in particolare quelle relative alla Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA). “Manca un momento di esame congiunto del complesso delle problematiche poste dagli interventi geotermici con tutti gli Enti competenti e con i Servizi Ambiente, Energia, Programmazione. – ha lamentato Alifraco - Inoltre per tutelare le falde acquifere, a rischio di contaminazioni durante le perforazioni, sarebbe indispensabile un’autorizzazione preventiva dell’intervento allo scopo di tutelare una risorsa così indispensabile. Salvaguardare la risorsa idrica è e deve essere l’obiettivo di ogni azione in materia di geotermia. Occorre più chiarezza per tutti!”.
“In Italia – ha aggiunto Sergio Chiesa - manca, salvo rare eccezioni, una normativa chiara e coerente per le sonde geotermiche in generale e per le differenti tipologie di impianto in particolare, mentre in ambito europeo esistono, invece, degli standard e dei codici ben precisi su efficienza, sicurezza e durata degli impianti; sulla protezione ambientale relativa alla tecniche di perforazione e di posa degli scambiatori; sul rilascio di concessioni per lo sfruttamento della risorsa geotermica e sulla certificazione di abilità e qualità di installatori e perforatori. ” Il ruolo dell’Agenzia Parma Energia di supporto progettuale tecnico scientifico verso le strutture della PA e divulgativo-informativo a tutti i soggetti privati e pubblici interessati ai temi dello sviluppo delle fonti di energia rinnovabile si riconferma dunque quanto mai indispensabile.

 

Fonte: Areté Comunicazione

 

 

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Polo scolastico geotermico ad Aqui

Pubblicato il 18:16, 01/14,2009

Il Polo scolastico, dopo l'approvazione del PPE dell'area ex Borma, con tappe successive, sta prendendo forma per trasformare gli studi di fattibilità in edifici. Attualmente gli amministratori comunali sono impegnati nel trovare soluzioni ottimali che consentano di realizzare un'opera che, oltre a garantire a tutti gli allievi di istruirsi nelle migliori condizioni ambientali ed educative, utilizzi il più possibile fonti di energia rinnovabile e materiali costruttivi ecocompatibili.L'introduzione è necessaria per annunciare, da parte dell'assessore alla Scuola e ai Lavori pubblici Giulia Gelati, "di imminenti incontri con il dirigente scolastico della media Bella, la professoressa Gatti, con operatori della scuola, rappresentanti sindacali e architetti della Provincia. Le riunioni sono da considerare introduttive dell'evoluzione nella realizzazione degli edifici facenti parte del Polo scolastico, da costruire, dopo l'approvazione del PPE avvenuta durante il Consiglio comunale del 28 novembre". Afferma inoltre l'assessore Gelati: "Oggi il livello di approfondimento consente di tratteggiare alcune delle linee progettuali che caratterizzeranno la realizzazione, prima fra tutte la partita energetica per un Polo scolastico che sia un modello esemplare per l'impiego di tecnologie d'avanguardia. Prima fra tutte la geotermia, che rappresenta una risorsa eccezionale del nostro territorio, come già stiamo sperimentando al Centro congressi di zona Bagni con ottimi risultati".Non minore attenzione sarebbe prestata allo sviluppo della rete viabile per consentire accessi rapidi ed una circolazione efficiente. Sempre l'assessore Gelati afferma: "Stupisce di leggere disappunto nelle parole del Pd, riguardo al contributo di 1.900,00 euro dato dal privato e pare evidente che l'area di 8 mila metri quadrati, concessa a titolo gratuito, e il contributo previsto sino alla costruzione dell'ultima soletta dell'edificio della scuola materna consegnata "chiavi in mano" siano una considerevole partecipazione da parte del privato all'interesse pubblico. Evidente anche che il completamento degli impianti del medesimo edificio e dell'arredo sarà a carico dell'amministrazione comunale, che si troverà comunque sgravata di un costo di quasi due milioni di euro".


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Geotermia profonda

Pubblicato il 05:15, 01/05,2009

La Francia potrà vantarsi ora di avere un primato mondiale: è la prima nazione che è riuscita a mettere in funzione un sistema geotermico HDR (Hot Dry Rock) che utilizza non fluidi geotermici presistenti nel sottosuolo (come a Larderello o nella zona dei monti Flegrei a Napoli) ma il vapore generato dal un flusso di acqua pompato dalla superficie ad una profondità, nel caso specifico, di 5.000 m.La particolarità della tecnologia HDR è che non è necessario avere a disposizione una zona vulcanica o una zona con anomalie geotermiche. Sono sufficienti (a) il solo gradiente termico presente nel sottosuolo profondo che, come è noto, è di circa 30K ogni 1.000 m e (b) uno strato di rocce profonde disposte in modo tale da essere fessurate e rese permeabili al vapore d'acqua. Il vapore generato in profondità viene convogliato tramite un condotto in superficie e qui utilizzato cedendo il calore a fluidi di lavoro organici che convertono l'energia termica in energia elettrica con un ciclo termodinamico Rankine. Tali sistemi sono noti anche come impianti ORC (Organic Rankine Cycle) L'impianto di Soultz-sous-Forêts ha una turbina da 1,5 MW ed entrerà a regime nella primavera del 2008 quando la centrale sarà collegata alla rete elettrica di Strasburgo. Lo studio geologico ha avuto inizio nel 1987 e il progetto esecutivo è partito nel 2000 e solo quest'anno si è arrivati all'avvio dell'impianto precedendo la Svizzera. L'acqua iniettata a 5000 metri di profondità viene vaporizzato a 200°C. Il vapore prodotto arriva in superficie ad una temperatura di 175°C con una portata di 35 litri/secondo (nella scheda tecnica non si fornisce la pressione di lavoro). Il sistema è a ciclo chiuso. Il vapore che ha ceduto il calore al fluido organico, condensa e viene ripompato in profondità. Dopo questa fase di avvio, se verranno confermate le prestazioni previste nel progetto, la centrale sarà ampliata fino a 10 MW entro il 2015. Successivamente è previsto lo sviluppo industriale del sistema e la sua diffusione commerciale.
Fonte: http://www.soultz.net/ - http://www.energoclub.it/
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